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Scampoli d’estate…

Cari readers,

il calendario dice che l’estate ha i giorni contati, nonostante le temperature ancora invoglino a colori dal sapore tipicamente estivo. Settembre è da sempre il mese della ripresa degli impegni lavorativi o scolastici e così, anche gli outfits necessariamente si adeguano, sostituendosi a quelli vacanzieri, più spensierati e colorati.

IMG_0456Vi propongo il mio ultimo abbinamento “spezzato”, che “pesca” direttamente nell’estate in fatto di colori e tessuti. Ho scelto un pantalone panna ed una giacca “tailored” in puro cotone con effetto leggermente invecchiato, di colore marrone. Completano l’outfit camicia pied de poule bianca e celeste, papillon fantasia marrone in pura seta e cinta in camoscio color aragosta, abbinata ad un paio di mocassini fatti a mano. Gli occhiali sono i Rayban cytrus dalle lenti molto riposanti 😉

Spero che l’effetto finale vi piaccia!

Alla prossima!

Aboutaman

Dettagli giacca: Due bottoni con revers da 8 cm, spacchi posteriori alti 24 cm e fondo manica a 13,50 cm, 4 asole funzionali per lato.

English

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Dettagli:

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//Soufino Roncacè jacket //Incotex pants // Santoni shoes //Eredi Pisanò belt //Vintage bowtie //Erreffe camicie //Rayban sunglasses //8 bag

Capitalize shoes…

Cari readers, qualche giorno fa parlando a cena con alcuni amici, è emersa una discussione che mi ha lasciato leggermente perplesso. Si parlava, infatti di scarpe e soprattutto del fatto che in molti siti di blogger, di moda, etc, si pubblicizzino o si indossino sempre e solo dei capi molto costosi. Il discorso è presto sceso sul luogo comune che è ovviamente molto facile “fare i gentleman”, indossando capi di “luxury brands”. 

Al riguardo, il mio pensiero filosofico, (se a qualcuno dovesse interessare) è che per le scarpe bisogna fare un’eccezione alla regola secondo la quale chi ha stile non necessariamente deve spendere una fortuna e viceversa spendere migliaia di euro non garantisce il risultato.

Infatti, sulle scarpe il concetto è: “patrimonializzare”. Ma cosa significa questo termine che sembra mutuato dal mondo dei bilanci e della contabilità? Semplicemente che sulle scarpe, è necessario fare degli “investimenti” che durino negli anni, senza lasciarsi tentare da acquisti “random” di una stagione, ma concentrare, al contrario, le risorse economiche per veri e propri acquisti ad utilizzo pluriennale! 😉

Ad esempio un mocassino classico, non passerà mai di moda e si potrebbe quasi dire che “è per sempre” dal momento che non ci stancheremo mai di metterlo sotto un jeans, così come sotto un bel pantalone in fresco di lana e ci ritroveremo davanti alla scarpiera senza ricordare più quando lo abbiamo acquistato.

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Magari il prezzo si, quello ce lo ricorderemo, appunto, per sempre!   🙂

Ci possiamo divertire a sceglierlo in camoscio o in pelle anche se io consiglio che il primo mocassino vada preso in pelle marrone di vitello, o in cordovan.

Se invece ne abbiamo diverse paia, lo stesso mocassino lo si può declinare in varianti più o meno spinte, a seconda di come ci sentiamo di azzardare. E così, un single o double monk potrebbe rappresentare quel particolare che attira gli sguardi anche su un look “ordinario” come un semplice spezzato giacca-pantalone.

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Un must have da vero gentleman sono i mocassini con le “nappine”, anche questi in variante camoscio o pelle spazzolata.

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Se poi, proprio vogliamo essere in trend con la stagione spring/summer 2014 non possiamo esimerci dall’acquistare un paio di slippers, anche se ritengo che non sia un capo da patrimonializzare, in quanto non saprei dire per quanto tempo resteranno ai nostri piedi.

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Una stringata testa di moro in cordovan? Stesso discorso fatto per il mocassino. Se prendiamo un modello “derby” lo possiamo abbinare sia ad un look sportivo, che mediamente elegante, ed è stupendo anche sotto al jeans. La scelta del colore dovrebbe essere fatta nell’ordine: nera, marrone scuro e poi tutti gli altri.

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Consiglio di avere sempre un paio di stringate in camoscio, poiché risolvono tutte quelle situazioni in cui il mocassino è poco, ma la stringata classica appare troppo formale.

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Tra gli acquisti di scarpe sicuramente da “patrimonializzare” metterei anche le ormai “iconiche” scarpe con i gommini “driver”, in camoscio o in pelle, ormai prodotte nei più innumerevoli colori e fantasie.

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Infine, lascerei poi un piccolo budget per i capi stagionali, come ad esempio le “espadrillas“, le “vans” oppure per le sneakers del momento. Ma questo fa parte di quel mondo “usa e getta” che un gentleman deve considerare voluttuoso e, che come tale,  è destinato ad essere ben presto dimenticato…

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Che ne dite? Abbiamo patrimonializzato abbastanza?

Alla prossima!

Aboutaman

Summer pants…made in italy of “BERWICH”

IMG_5683The latest edition of Pitti Uomo, it was an opportunity not only to meet old and new friends, but also to “breathe” new trends, and understand how we wear next spring / summer.

There could be no better opportunity to deepen their knowledge of a brand that manufactures pants since 1975, and does it with style, elegance, and especially in Italy.

In time of relocation and products that “made ​​in Italy” are only the scent, there are those who still produces its garments in Italy.

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L’ultima edizione del Pitti Uomo è stata un’opportunità non solo per incontrare vecchi e nuovi amici, ma anche per “respirare” le nuove tendenze, e capire come ci vestiremo la prossima primavera/estate.

shopsOccasione migliore non poteva esserci per approfondire la conoscenza di un marchio che produce pantaloni dal 1975, e lo fa con stile, eleganza e sopratutto in Italia. In tempo di delocalizzazioni “furenti” e prodotti che di “made in italy” hanno solo il profumo, c’è chi ancora produce i suoi capi interamente in Italia.

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IMG_5678A passion was born in a small garage in the 70s by the idea of ​​two young men, Michele and Anna Fumarola, still the owners. The company is part of the textile district of Martina Franca, one of the most important industrial centers in the Italian sector of clothing and due to the thrust of the new generation, consisting of Graziana, Antonella, Angelo, Massimo the company, as always “contractor “under the name of ICOMAN, since 2007, has decided to create its own brand of pants, just Berwich – pure Made in Italy.

Thanks to the valuable contribution of approximately 100 employees, the company holds full production process within its walls, without any relocation. Inside the lab, the fusion of high technology and traditional tailoring to ensure the efficiency of production and quality. The style is taken care of internally, born from creative ideas that aim to give the Chiefs connotations of recognition, through the use of excellent fabrics, refined details, fit-to-date, elegant packaging. The attention to detail is the strength of the team style, which also takes care of the tone of the cotton, the mix of colors, the merit of the stitching and accessories. Nothing is left to chance.

 The company occupies an area of ​​about 10,000 square meters, with over 180 production steps and has a daily capacity of about 1,200 heads.


company-ctUna passione nata in un piccolo garage negli anni ‘70 dall’idea di due giovani, Michele ed Anna Fumarola, ancora oggi i titolari. L’azienda fa parte del distretto tessile di Martina Franca, uno tra i poli industriali più importanti nel comparto italiano dell’abbigliamento e grazie alla spinta propulsiva della nuova generazione, costituita da Graziana, Antonella, Angelo, Massimo l’azienda, da sempre “contoterzista”, sotto il nome di ICOMAN, dal 2007 ha deciso di creare il proprio marchio di pantaloni, appunto BERWICH – puro Made in Italy.

catania-schizzo-abbigliamento-calvin-klein-bearwich-sconto30-29351-Wdettaglio1Grazie al contributo prezioso di circa 100 addetti, l’azienda detiene integralmente il processo produttivo all’interno delle proprie mura, senza alcuna delocalizzazione. All’interno del laboratorio, la fusione di alta tecnologia e tradizione sartoriale garantisce l’efficienza produttiva e qualitativa. Lo stile è curato internamente, nasce da spunti creativi che mirano a dare ai capi connotati di riconoscibilità, grazie all’impiego di tessuti d’eccellenza, dettagli raffinati, vestibilità aggiornate, packaging elegante. La cura dei particolari è la forza del team stile, che si prende cura anche del tono del cotone, del mix di colori, del pregio delle cuciture e degli accessori. Nulla è lasciato al caso.

L’azienda occupa una superficie di circa 10.000 metri quadrati, e con oltre 180 passaggi produttivi ha una capacità giornaliera di circa 1200 capi.

BERWICH

 

See you soon!

Alla prossima!

Aboutaman 

Men’s jacket … new proportions and new rules

Spesso si è portati a pensare che le cose semplici siano anche facili. Ad una prima lettura potrebbe sembrare così, ma scendendo ad un livello maggiore di approfondimento notiamo come la frase nasconda delle insidie, non solo linguistiche.

L’esempio che oggi introduce il nuovo articolo è proprio legato a questa apparente similitudine tra il semplice ed il facile. 

La giacca è un capo che si può definire “semplice” sia per la diffusione mondiale del prodotto, sia per le molteplici possibilità di abbinamento e per le innumerevoli declinazioni in cui la possiamo trovare sul mercato, e così, dopo aver parlato della giacca doppio petto vorrei dare un focus sui possibili rischi che si corrono sottovalutando la giacca, pensando che sia anche un capo “immortale”.

Innanzitutto la convinzione più diffusa è che comprando una giacca, magari blu, si assolva per anni al compito di avere un capo iconico, considerandolo scevro dalle sollecitazioni della moda. Forse una volta era così, ma oggi NO!

Infatti abbiamo dovuto assistere, nel giro di tre o quattro stagioni ad un vero e proprio stravolgimento delle proporzioni, rendendo in un sol colpo antiquate ed anacronistiche le giacche presenti nei nostri armadi. Spalle imbottite, lunghezze da “frac”, terzo bottone funzionale, asole finte, hanno fatto il loro tempo, e la cosa non si è potuta evitare neanche con i miracoli dei sarti di fiducia, i quali hanno alzato le mani davanti a richieste di stravolgimenti che avrebbero comportato a livello economico degli esborsi simili all’acquisto di un capo nuovo, senza tra l’altro garantirne lo stesso risultato.

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E così, siamo stati costretti a metter da parte giacche magari in tessuto pregiato, ma non più rappresentative del nuovo modo di intendere la giacca da uomo. Ma quali sono i segnali più evidenti di questi cambiamenti?  

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Innanzitutto la scuola napoletana sembra aver avuto il sopravvento rispetto a quella inglese, decretando, e quasi dettando in modo imperativo le regole e le nuove proporzioni. Inoltre, nuovi stilisti emergenti ed altri ormai consolidati nel mondo del “bespoke” (un esempio per tutti Valentino Ricci, co-fondatore di Sciamàt) stanno dando il loro prezioso contributo per la nascita di un nuovo stile, non classificabile in una scuola precisa.

La giacca sartoriale oggi è più corta, con la spalla a camicia, a tre bottoni che si puntano a due.

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Gli spacchi posteriori si allungano, arrivando in alcuni casi a sfiorare i 30 cm, la manica è a mappina, caratterizzata da piccole pieghe all’altezza della cucitura con la spalla e si fa stretta, con il fondo ideale ai 13 cm. I revers in sartoria si allargano anche a 12 cm dando la sensazione ottica di stringere la vita. La spalla si svuota, imitando quasi quella della camicia, la tasca applicata, invece, è a pignata, per la sua forma peculiare, simile a quella di una pentola. La tela all’interno è leggera, la fodera è a metà o è assente. La ripresa (pence) sul davanti si fa fino al fondo, il taschino in petto è a barchetta ed i bottoni  sulla manica sono uno, per il blazer sportivo e due distanziati, per l’abito.

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Piccolo approfondimento: Il bavero “a lancia”, tipico del doppiopetto, è più formale, ma lo si sta rivalutando anche sul monopetto, al fine di dare un tocco di stile ad un abito, altrimenti "piatto". E comunque, tradizionale, “a lancia” o "a scialle" che sia, la magia del revers sartoriale sta nel suo disegno a mano sul cartamodello. Il risultato è una “pancia” o una punta ogni volta diverse. C’è chi lo fa più pesante, mettendo all’interno tela, crine di cavallo epelo cammello, come da tradizione nella sartoria milanese; c’è chi lo fa leggero, come a Napoli, inserendo solo uno strato di tela da 150 grammi; c’è chi, infine, non mette nemmeno la tela all’interno, preferendo il cotone.

Detto questo aprite il vostro armadio, cercate il reparto giacche e verificate se queste rispecchino quanto detto sopra….se la risposta è affermativa allora avete ancora una fedele alleata con la quale risolvere non poche serate, indecisi davanti all’armadio… è quasi superfluo ricordare che un jeans ed una giacca blu, con sotto una camicia bianca o anche una t-shirt rappresentano sempre un pass par tout che apre anche i migliori “privè” 😉 

Viceversa, se la risposta è negativa, con molta probabilità la vostra giacca ha già passato diverse stagioni nell’armadio ed è, forse arrivato il momento di “aggiornarla” con la 2.0 perché in caso contrario  l’imbottitura delle spalle, e la lunghezza eccessiva, nonché tutta una serie di particolari, ci farà sentire “datati” come lei, creando quell’increscioso spartiacque tra giovani (alla moda) e vecchi (fuori moda), in cui noi non siamo i giovani 😉

Se state ancora leggendo e non siete corsi ad acquistare una nuova giacca vorrei congedarmi dicendo che la giacca, in versione 2.0 come prima definita, è sempre perfetta per il jeans, ma rende al meglio se, abbinata con un bel pantalone in fresco di lana (cerruti o tasmania vanno bene) grigio, con fondo 16 cm e magari i bottoni interni per metterci un paio di bretelle, come da ultime tendenzeUn mocassino con nappina o double monk completerà il vostro look da ufficio.

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Se poi vi piace osare un po’ di più potete abbinare la vostra giacca blu con un pantalone ghiaccio ed un mocassino scamosciato blu. In una giornata di sole mi sembra una buona alternativa al classico pantalone grigio.

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Infine sotto la giacca, una via di mezzo tra il formale ed il casual potrebbe essere rappresentato dal pantalone chinos, marrone, o comunque chiaro, il quale darà risalto ad una giacca dai tessuti sportivi, come il piquet o in estate anche il lino, e così sarete in pieno “preppy style”.

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Alla prossima 😉

Aboutaman

 

 

Taste of sea…

Il calendario segna primavera ma nell’aria c’è già voglia d’estate e così ecco qualche scatto in riva al mare…temperatura 18° e leggera brezza ancora non invitano alla prova costume, ma ho avuto la sensazione di “evadere” dal cemento della città e spero di trasmettere anche a voi un po’ di questo “taste of sea”. 😉

Enjoy!

Wearing:

Pants: #Henry cotton’s tailored
Shirt: #Erreffe Rome  tailored 
Raincot: #Henry cotton’s double face
Shoes: #Church’s  blakeney brown
Cardigan: #Fire Trap 
Belt: #Eredi Pisanò
Sunglasses: Assoluto “my way”

Aboutaman

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