Sartoria Giuliva

La sartoria napoletana diventa “Giuliva”

 

MostreL’occasione era la mostra dei cento pittori che due volte l’anno viene organizzata dall’omonima associazione nella pittoresca ed unica cornice romana di via Margutta. Giornata soleggiata e mite, capace a mettere chiunque di buon umore nel sottomesso brusio di una tarda mattinata di inizio maggio. Se già questo sarebbe bastato per incorniciare la giornata tra i ricordi più piacevoli, a me è capitato di più, molto di più.

Il cancello del civico 53b schiude al suo interno, sulla destra il sogno di ogni cultore del bel vestire, a cui due amici e profondi conoscitori delle buone maniere hanno dato il nome di “Giuliva“. Così hanno voluto chiamare la loro Sartoria, che definire tale è assolutamente restrittivo. Un salotto, di quelli buoni, in cui forse una volta avremmo trovato a conversare Oscar Wilde o Lord Brummell, intenti a disquisire su quel mondo che si può sintetizzare in “bespoke“, ossia “su misura”, lontano anni luce dalle confezioni e da tutto ciò che è fatto “in serie”.

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Mi accoglie Vittorio, uno dei due fondatori, con un sorriso contagioso e quell’aria di “amico da sempre” che oggi è sempre più raro trovare, soprattutto in certi ambienti. Poco dopo, scende dal secondo piano Gerardo, affascinante avvocato, che insieme al suo amico, prima che socio, ha voluto dare concretezza ad un progetto maturato in anni di passione e dedizione.

Ancorché originari di Salerno, Vittorio vive a Roma, mentre Gerardo fa “il pendolare” tra Roma e Napoli, dove esercita anche la professione forense, ed è a Napoli che si trova il laboratorio dove vengono realizzati materialmente gli abiti, nel rispetto della tradizione e con la maestria che ha reso famosa la sartoria napoletana nel mondo. 

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Da subito mi hanno aperto le porte della loro sartoria, invitandomi nel salottino, vero concept posto al secondo piano, dove il dialogo diventa ricco di aneddoti ed esperienze vissute, e dove Vittorio e Gerardo trasmettono il loro sapere come farebbe un vero amico, senza presunzione o arroganza, ma con parole che nascono dalla passione di chi ha fatto della sartoria, una ragione di vita.

Scendendo al primo piano troviamo la zona ready-to-wear, dove è possibile scegliere i tessuti, spaziando da Drapers e Dormeuil ad Holland & Sherry, senza tralasciare Loro Piana, e dove si prendono le misure del cliente, rigorosamente senza cartamodello, ci tiene a precisare Gerardo, ed è quindi il luogo deputato alla vera e propria consulenza e conoscenza, affinché ogni creazione sia unica e differente, riuscendo nel contempo a soddisfare al meglio le aspettative del cliente.

La prima domanda che mi è venuta in mente è stata proprio quella che non ho fatto, perché dal modo di raccontarsi, seppur brevemente, ho capito che per Vittorio e Gerardo è uno stile di vita, prima ancora che un lavoro e, pertanto il temine “Giuliva” non può che rappresentare il modo di affrontare la vita, con stile, eleganza ma anche leggerezza.

Da amante della sartoria napoletana ho ritrovato nella Sartoria Giuliva, tutti gli elementi che caratterizzano lo stile partenopeo. Giacche dal “cran” molto aperto (anche se dovrei dire sgarzillo come lo chiamano a Napoli), revers mai sotto i 10 cm, collo alto, e giromanica a camicia sono solo alcuni dei tratti distintivi della sartoria napoletana che oggi trova in Vittorio e Gerardo un indirizzo romano di riferimento.

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Via Margutta 53b è il luogo dove il passato rivive nella passione della vera sartoria di un tempo, lontana anni luce dal mondo dell’omologazione e nello stesso tempo profondamente legata allo stile attualizzato ma sempre unico, che solo un capo fatto “su misura” saprà regalarvi.

Alla prossima

Aboutaman

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