derby

How many shoes in our wardrobe?

Cari lettori,

in questa splendida, quanto calda estate sarà capitato a tutti di intratternersi con il proprio vicino di ombrellone disquisendo del tempo, delle vacanze e perchè no, anche di moda….

Personalmente mi capita raramente di incontrare persone che hanno la mia stessa passione e quando questo succede nasce immediatamente un’empatia che fa sembrare un perfetto estraneo, l’amico di una vita. (more…)

Capitalize shoes…

Cari readers, qualche giorno fa parlando a cena con alcuni amici, è emersa una discussione che mi ha lasciato leggermente perplesso. Si parlava, infatti di scarpe e soprattutto del fatto che in molti siti di blogger, di moda, etc, si pubblicizzino o si indossino sempre e solo dei capi molto costosi. Il discorso è presto sceso sul luogo comune che è ovviamente molto facile “fare i gentleman”, indossando capi di “luxury brands”. 

Al riguardo, il mio pensiero filosofico, (se a qualcuno dovesse interessare) è che per le scarpe bisogna fare un’eccezione alla regola secondo la quale chi ha stile non necessariamente deve spendere una fortuna e viceversa spendere migliaia di euro non garantisce il risultato.

Infatti, sulle scarpe il concetto è: “patrimonializzare”. Ma cosa significa questo termine che sembra mutuato dal mondo dei bilanci e della contabilità? Semplicemente che sulle scarpe, è necessario fare degli “investimenti” che durino negli anni, senza lasciarsi tentare da acquisti “random” di una stagione, ma concentrare, al contrario, le risorse economiche per veri e propri acquisti ad utilizzo pluriennale! 😉

Ad esempio un mocassino classico, non passerà mai di moda e si potrebbe quasi dire che “è per sempre” dal momento che non ci stancheremo mai di metterlo sotto un jeans, così come sotto un bel pantalone in fresco di lana e ci ritroveremo davanti alla scarpiera senza ricordare più quando lo abbiamo acquistato.

Wesley Blacka-horz

Magari il prezzo si, quello ce lo ricorderemo, appunto, per sempre!   🙂

Ci possiamo divertire a sceglierlo in camoscio o in pelle anche se io consiglio che il primo mocassino vada preso in pelle marrone di vitello, o in cordovan.

Se invece ne abbiamo diverse paia, lo stesso mocassino lo si può declinare in varianti più o meno spinte, a seconda di come ci sentiamo di azzardare. E così, un single o double monk potrebbe rappresentare quel particolare che attira gli sguardi anche su un look “ordinario” come un semplice spezzato giacca-pantalone.

FW131231_01-horz

Un must have da vero gentleman sono i mocassini con le “nappine”, anche questi in variante camoscio o pelle spazzolata.

scarpa-mocassino-chelsea-in-pelle-spazzolata-nero-con-nappe mocassino-fosbury-in-pelle-camoscio-castoro-con-nappette (1) scarpa-mocassino-chelsea-in-pelle-spazzolata-nero-con-nappe (1) mocassino-con-nappette-in-pelle-cavallo-cordovan-nero mocassino-kingsley-in-pelle-camoscio-marrone-con-nappettemocassino-fosbury-in-pelle-camoscio-castoro-con-nappette

Se poi, proprio vogliamo essere in trend con la stagione spring/summer 2014 non possiamo esimerci dall’acquistare un paio di slippers, anche se ritengo che non sia un capo da patrimonializzare, in quanto non saprei dire per quanto tempo resteranno ai nostri piedi.

slippers-donna-churchs-in-vellutoslippers-donna-churchs-in-velluto-bluslippers-donna-churchs-in-vitelloslippers-donna-churchs-in-velluto-verde

Una stringata testa di moro in cordovan? Stesso discorso fatto per il mocassino. Se prendiamo un modello “derby” lo possiamo abbinare sia ad un look sportivo, che mediamente elegante, ed è stupendo anche sotto al jeans. La scelta del colore dovrebbe essere fatta nell’ordine: nera, marrone scuro e poi tutti gli altri.

scarpa-stringata-church-s-cotterstock-in-pelle-marrone-fondo-dainitescarpa-stringata-church-s-grafton-in-pelle-marrone-a-coda-di-rondinescarpa-stringata-church-s-grafton-in-pelle-martellata-nerascarpa-stringata-john-lobb-russel-in-pelle-marronescarpa-stringata-church-s-burwood-a-coda-di-rondine-light-ebonyscarpa-stringata-tricker-s-bowood-bicolore

Consiglio di avere sempre un paio di stringate in camoscio, poiché risolvono tutte quelle situazioni in cui il mocassino è poco, ma la stringata classica appare troppo formale.

c15-tile

Tra gli acquisti di scarpe sicuramente da “patrimonializzare” metterei anche le ormai “iconiche” scarpe con i gommini “driver”, in camoscio o in pelle, ormai prodotte nei più innumerevoli colori e fantasie.

il-dettaglio-dei-mocassini-car-shoecar-shoe

Infine, lascerei poi un piccolo budget per i capi stagionali, come ad esempio le “espadrillas“, le “vans” oppure per le sneakers del momento. Ma questo fa parte di quel mondo “usa e getta” che un gentleman deve considerare voluttuoso e, che come tale,  è destinato ad essere ben presto dimenticato…

vans-w.-authentic-11zabattigli-o-espadrillas-by-l-eleganza-del-gusto-51f63dca30bee_pXL

Che ne dite? Abbiamo patrimonializzato abbastanza?

Alla prossima!

Aboutaman

Shoes….business card

Se vi chiedessero un biglietto da visita e deste una scarpa al vostro interlocutore vi prenderebbero per pazzi? D’accordo, però prima leggete questo articolo, poi proviamo a rifare la stessa domanda…

Obiettivo di questo post è quello di dare una breve panoramica sui principali modelli di scarpa da uomo, non avendo la pretesa di essere esauriente o la presunzione di essere tassativo, dal momento che l’argomento è stato già ampiamente trattato da personaggi più illustri di me, e d’altra parte, sarebbe impossibile fare una lista omni-comprensiva di tutte le varianti, i colori o i pellami esistenti. Quello delle scarpe è un mondo in continua evoluzione.

Non vi dirò come mantenere belle le nostre calzature in modo da farle sembrare sempre nuove, perché ho in mente un post specifico…ormai l’avrete capito, sono un po’ prolisso 😉 e non faccio altro che trasgredire le classiche regole del buon giornalismo…semplicemente ho pensato di individuare tre/quattro tipologie di scarpa, approfondendone caratteristiche e tratti distintivi, cercando di dare, per ognuna di esse, una collocazione reale affinché anche chi non è “malato” di scarpe come il sottoscritto, possa muoversi agevolmente davanti alla propria scarpiera, senza “inciampare”. 🙂

E dal momento che in tempi di crisi è bene indirizzare i propri denari in modo efficiente ed efficace, così come scrissi a suo tempo per le camicie (qui), anche per le scarpe esiste, a mio avviso, una scarpiera “perfetta”, dotata di quel numero minimo di paia, capace di trarci d’impaccio in ogni situazione. Attenzione però ai mesh up! Non vi do garanzia che avere tutti i tipi di scarpe vi renda perfetti in ogni occasione….ancora una volta la parola magica è…buongusto!

Ecco, quindi che vado a presentare la mia lista della spesa:

Oxford

E’ il modello di scarpa da uomo più classica, nota anche con i nomi “balmoral” o “francesina”, prevede sei coppie di occhielli e l’allacciatura chiusa. Ideale per agli appuntamenti formali, sia diurni sia serali, si può abbinare anche a giacche dal taglio sportivo, ma lascerei ad altri modelli questo compito. L’allacciatura “chiusa”, per via delle alette sul collo del piede (dove sono inseriti gli occhielli per le stringhe), rigorosamente cucite sotto la “mascherina” della scarpa, la differenziano dalla derby e la rendono assolutamente la più formale del gruppo. Io la prenderei nera e liscia! Nella mia scarpiera metto “presente”!

Derby 

Presenta pianta larga e allacciatura “aperta”, per via delle alette cucite sopra alla mascherina che consentono un maggior movimento del piede nella parte superiore, rendendo la scarpa più comoda se si ha il “collo” del piede alto. E’ una scarpa più sportiva della oxford (soprattutto se quest’ultima è in versione liscia) e personalmente la preferisco “full brogue”, ossia con i disegni a coda di rondine, che la rendono adatta ad ogni occasione semi-formale o casual. Ideale sarebbe averne una in camoscio marrone ed una in pelle nera o marrone, e così facendo le potremmo usare sia con il classico jeans ma anche con uno “spezzato” giacca/pantalone da ufficio. Non faccio pubblicità ma in questo caso Church’s, Tricker’s o Alden sono un’ottima scelta se il portafogli lo consente. 😉 Pertanto una oxford liscia, più due derby (camoscio e pelle) e siamo a tre paia nell’ipotetico carrello della spesa. 😉

Anche per questo modello, così come per la “oxford” possiamo  distinguere tra la derby liscia

 

Derby liscia

 

oppure con disegni che i puristi chiamano “brogue” o “full brogue” a seconda che i disegni siano a coda di rondine su tutta la scarpa o siano tagliati a metà della punta.

Derby “full” brogue

Derby brogue

Attenzione: la oxford non si differenza da una derby per i disegni (c.d. code di rondine) che può avere o meno, parziali o “full”, ma per il tipo di allacciatura, che nella oxford è chiusa, nella derby aperta, conferendo alla prima un tono più formale. 

 

Immagine

Possiamo fermarci qui? No, perché manca ancora l’altro universo delle scarpe maschili…ossia quelle che non si “allacciano”, nate per i momenti più casual della nostra vita. Ecco allora la terza tipologia di scarpa che non deve mancare nella scarpiera.

 

Mocassino

Scarpa casual per eccellenza, comoda, leggera e flessibile. Il mocassino è adatto alle diverse occasioni, dall’aperitivo in città all’utilizzo in barca a vela. Grazie alle sue molteplici varianti (lucido, colorato, scamosciato, ecc..) diventa classico e chic, ed ormai sta sconfinando anche in usi che non sono a lui congeniali, come ad esempio il frac.

Sul modello da preferire, diciamo che dopo qualche anno di dominio incontrastato del mocassino “con il gommino”, oggi si sta prepotentemente affermando “la nappina”. Se non siete amanti del genere, non storcete il naso perché sono sicuro che tra qualche mese acquisterete un paio di mocassini con le “nappine” ….io ve lo sto dicendo in tempi non sospetti!! 🙂 Inutile dire che a me piacciono e ne possiedo due paia, una marrone in cordovan, l’altra in blu di camoscio, e devo dire che sul pantalone stretto (ricordate?) lasciando il collo del piede più scoperto del classico mocassino li preferisco ai classici “college”.

E così, se state tenendo il conto arriviamo a cinque paia di scarpe (una oxford, due derby, due mocassini).

Possiamo ricomprendere nella categoria “mocassino” anche quello lanciato dal buon Lapo ormai due/tre stagioni fa, ossia la”slippers”, la pantofola-mocassino che fa tanto “Naomo” 🙂 e che piace ai più giovani o a coloro che hanno voglia di osare un po’ di più.
C’è chi la indossa così…ma si sa…. lui è lui e noi non siamo…..
Infine, mi sento di ricomprendere nella sezione “mocassino” anche la “Monkstrap”, ossia la versione senza lacci della derby, con chiusura a fibbia singola oppure multipla. Attenzione però, in questo caso i pantaloni più adatti sono quelli stretti, diciamo un fondo 16 o 16,5 che esaltano la sua forma e mettono in evidenza la fibbia. Anche questo modello ha quotazioni in rialzo! Personalmente ne ho solo un paio, in “cordovan” di Brugnoli, fatte a mano, che metto ogni volta che l’abbigliamento lo consenta. E con questo ultimo paio io sono arrivato a sei nella lista della spesa 🙂

23/02/2014

Monkstrap fibia singola

Non ritengo necessarie le “slippers”, ancorchè assolutamente affascinanti, pertanto alle sei paia sopra indicate aggiungiamo solo un bel paio di “sneakers” che una volta si chiamavano scarpe “da ginnastica”, e siamo a posto anche in tutte quelle occasioni assolutamente informali, tipo “partitella” domenicale sul prato, dove una derby o un mocassino sarebbero fuori luogo.

 

Non mi rimane che congedarmi, lasciandovi ad “esplorare” la vostra scarpiera, alla ricerca di quelle emozioni che le scarpe hanno condiviso nella vostra vita. E se è vero che la scarpa esprime il passato, con i suoi segni, il suo logorio, la sua stanchezza, è altrettanto vero che parla inequivocabilmente per noi e, quasi come un biglietto da visita dice chi siamo senza bisogno di tante parole…

Alla prossima e buon cammino! 

Aboutaman