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Il tessuto della camicia

Cari lettori,

molto spesso nei cambi di stagione mi viene chiesto quali siano i tessuti più adatti per la camicia da uomo. Si parla tanto di questa icona maschile, tessuta, tagliata, colorata ed indossata in tutti i modi possibili, ma poche volte davanti ad un tessuto siamo in grado di capire di cosa si tratta e, soprattutto, quando andrebbe indossato. E così capita di vedere persone che in estate sfoggiano delle camicie in twill, ignare della sofferenza che li aspetta…Altre volte spuntano da maglioni in cashmere dei timidi colletti di lino o batista…che confusione!
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How many shoes in our wardrobe?

Cari lettori,

in questa splendida, quanto calda estate sarà capitato a tutti di intratternersi con il proprio vicino di ombrellone disquisendo del tempo, delle vacanze e perchè no, anche di moda….

Personalmente mi capita raramente di incontrare persone che hanno la mia stessa passione e quando questo succede nasce immediatamente un’empatia che fa sembrare un perfetto estraneo, l’amico di una vita. (more…)

“Erreffe” la camicia a Roma

E’ inutile negare che per l’uomo la camicia è come una seconda pelle. Dev’essere bella, comoda ma soprattutto seguire, attraverso colori e tessuti, i mutevoli stati d’animo della natura umana. Dopo aver già affrontato l’argomento “camicia” a livello filosofico e tecnico mi è sembrato maturo il tempo di “toccare con mano” e conoscere chi, della camicia ne ha fatto una ragione di vita… cats6Fabrizio Martucci ha fondato la “Erreffe” camicie nel 2005, e dopo anni di “gavetta” conto terzi ha saputo imprimere alle sue creazioni quel “tocco magico” che lo sta ripagando non solo a livello di vendite ma anche, e soprattutto di soddisfazioni personali. Il punto vendita a Roma, in zona tribunale è accogliente e ricco di dettagli “a vista” che richiamano quel mondo artigiano che oggi sembra essersi un po’ perso dietro le confezioni dei grandi “brand”. Perdersi è semplice tra la moltitudine di tessuti e colori che “invadono” il negozio e solo l’esperienza ed il buon gusto di Fabrizio e della moglie Roberta aiutano a creare step by step la “nostra camicia”.

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Tuttavia, è entrando nel laboratorio, vero head quarter, che si capisce il perché del successo di quest’azienda a conduzione quasi familiare. Pochi fronzoli, strumenti di lavoro puliti ed ordinati e quel silenzio di chi lavora duro ed ha poco tempo per le chiacchiere, eccetto oggi, in cui il titolare, Fabrizio ha accettato di aprire le porte della sua azienda.

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2014-05-13 17.03.31D. Cosa distingue la “Erreffe” dalle altre aziende che producono e realizzano camicie e qual’è stato secondo lei, il motivo del suo immediato successo sul mercato?

R. Fin da subito ci siamo prefissati di soddisfare un cliente esigente, che mette la camicia per lavoro e vuole sentirsi al tempo stesso comodo ed elegante in ogni momento della giornata. Avvocati, commercialisti, notai, giudici sono i clienti abituali del negozio di Piazzale Clodio e sono loro che giorno dopo giorno hanno decretato, tramite il passaparola il successo che tutt’ora ci accompagna. Certo abbiamo impostato tutto il processo produttivo all’insegna della qualità, come ad esempio le nostre cuciture, rigorosamente fatte “all’inglese” nel su misura, oppure la manica che da noi viene “aggrappata” al busto e non cucita tutta insieme, sono tutti elementi che ancorchè invisibili nell’immediato hanno prodotto nel medio periodo un ritorno in termini di vendite e di feed-back positivi. Inoltre grande attenzione ai tessuti. Albini, Ferno o anche Riva sono nel vocabolario della nostra azienda fin dal principio, e coniugati con una lavorazione artigianale ed attenta al dettaglio ci permette di dare al cliente un prodotto di gamma medio/alta ad un prezzo assolutamente competitivo.

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D. La realizzazione delle vostre camicie viene affidata “fuori”o realizzata “in house”?

R. In controtendenza con le recenti evoluzioni dei mercati, che esternalizzano o spostano le produzioni per risparmiare, alla Erreffe tutti i “passaggi” sono fatti in casa. E così prendere le misure, realizzare il disegno, tagliare, plastificare, cucire e rifinire la camicia sono tutte fasi di lavorazione che i dipendenti dell’azienda realizzano ogni giorno, creando quella sinergia e quell’affiatamento che ci permette di aumentare costantemente i volumi di vendita, senza in alcun modo inficiare la qualità. 

cats4D. Quali sono le ultime tendenze in fatto di camicie?

R. Diciamo che tramontati ormai i maxi colli, oggi si tende al minimalismo, al collo ad un bottone, sia esso alla francese o botton down, fermo restando che possiamo offrire alla clientela una scelta tra circa cinquanta colli differenti. Sul profilo tessuti, ai classici oxford, zephir, popeline, twill lavorati in molteplici modi al fine di ottenere quasi infinite combinazioni di trama, abbiamo affiancato un tessuto che chiamiamo “not iron”, ossia “no stiro” capace di rimanere quasi perfetto dopo il lavaggio. Il futuro è senz’altro in questa direzione senza tralasciare il ritorno al colore. Il professionista che tutta la settimana indossa il bianco e celeste, nel week-end ha voglia di osare ed ecco, quindi, una linea di tessuti floreali, assolutamente di tendenza per la prossima estate 2014.IMG_4598 Infine, accanto alla linea “tailored” l’azienda mette a disposizione della sua clientela anche una zona “ready to wear” dove è possibile acquistare camicie già pronte, oltre ad un fornito reparto di accessori uomo, che spazia dalle cravatte e papillon, fino all’intimo, con la possibilità di farsi confezionare il proprio boxer nella stessa trama, tessuto e colore della camicia. A questo punto l’unico problema che rimane è riuscire a scegliere tra i centinaia di tessuti, trame e colori a disposizione… 😉

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A presto 

♣♣ Aboutaman ♣♣

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Casual declination…

In questi giorni, complici ponti e festività varie capita spesso di trascorrere qualche ora in relax, per cui ho pensato di dare alcuni suggerimenti per un outfit “casual” che ci permetta di vivere al meglio queste giornate, liberi dai soliti impegni, ma non per questo privi di stile… 😉

L’abbinamento informale per eccellenza prevede, quasi fosse un dress-code, jeans, snakers e camicia sportiva , o in alternativa una polo. Tuttavia non bisogna cadere nell’errata convinzione che basti questo trinomio per essere “cool”. A volte, infatti è più difficile vestire in modo casual, che formale, sopratutto se non si è abituati a farlo o non si ha propriamente un physique du rôle 🙂

L’ideale sarebbe scegliere sempre capi di qualità (il che non vuol dire necessariamente costosi), in termini di tessuti e materiali e di abbinarli seguendo una logica cromatica assonante. Il vero obiettivo è quello di risultare “cool” e nello stesso tempo “finti trasandati”, ossia avere quell’aria per cui gli abiti ci sono caduti addosso in modo del  tutto casuale risultando tuttavia…perfetti! E la cosa, vi assicuro, è tutt’altro che semplice!

Il jeans, come impone l’attuale tendenza, dev’essere asciutto sulla gamba, corto sul fondo e stretto anche fino ai 16 cm. Certo, uno sguardo allo specchio ci dirà se possiamo permettercelo, perché è sempre meglio essere un po’ “fuori moda”, che ridicoli, no?  

Le sneakers non richiedono particolari accorgimenti, se non il fatto di essere comode, e sempre ben pulite (nel dubbio mettetele in lavatrice e vedrete che torneranno nuove). Sulla polo o camicia sportiva, l’unica regola è che non sia troppo “su misura” come puo’ accadere nel caso delle camicie per il lavoro, ed anche il tessuto è preferibile sia un oxford, o un twill in inverno, in modo da avere un effetto rilassato e non “strizzato”. Di grande attualità è poi la camicia in jeans, nelle sue decine di declinazioni, a manica corta o lunga, vissuta o scolorita, con sotto una t-shirt o meno va sempre bene, dato che è il capo della P/E  2014! 

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Detto questo non mi rimane che lasciarvi a tre proposte con le quali ho dato la mia personale declinazione di “casual look”.

Ovviamente nulla di pretenzioso e spazio alla fantasia! I miei sono solamente spunti da perfezionare in base al gusto ed alle preferenze di ciascuno… 🙂

Ecco la mia prima proposta:

Jeans:  Jeckerson
Camicia: Polo Ralph Lauren in oxford pesante, 
Sneakers: New balance U410 
Cinta: Gutteridge

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Oppure variando i colori….

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La seconda proposta è invece costituita da:

Pantaloni: Officine 36 in misto cotone e lino
Camicia: ErreEffe Camicie Roma "tailored"
Scarpe: Adidas trainer
Cinta: Gutteridge

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Infine una terza proposta potrebbe essere:

Giacca: Vintage 55 100% cotone color crema
Jeans: Gucci 
Scarpe: Adidas trainer II
Calze: Rumford camouflage
Cinta: Eredi Pisanò
Bracciale: H&M Accessories

La camicia volutamente non l’ho inserita in quanto la scelta è ampia, e potrebbe ricadere o su una “botton down” in “oxford” come quelle mostrate nelle prime due proposte o anche un “tailored” sportivo, purché sempre con il collo “botton down”, magari a righe o anche fantasia.

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Alla prossima e…Stay casual! 😉

Aboutaman

 

  

Shoes….business card

Se vi chiedessero un biglietto da visita e deste una scarpa al vostro interlocutore vi prenderebbero per pazzi? D’accordo, però prima leggete questo articolo, poi proviamo a rifare la stessa domanda…

Obiettivo di questo post è quello di dare una breve panoramica sui principali modelli di scarpa da uomo, non avendo la pretesa di essere esauriente o la presunzione di essere tassativo, dal momento che l’argomento è stato già ampiamente trattato da personaggi più illustri di me, e d’altra parte, sarebbe impossibile fare una lista omni-comprensiva di tutte le varianti, i colori o i pellami esistenti. Quello delle scarpe è un mondo in continua evoluzione.

Non vi dirò come mantenere belle le nostre calzature in modo da farle sembrare sempre nuove, perché ho in mente un post specifico…ormai l’avrete capito, sono un po’ prolisso 😉 e non faccio altro che trasgredire le classiche regole del buon giornalismo…semplicemente ho pensato di individuare tre/quattro tipologie di scarpa, approfondendone caratteristiche e tratti distintivi, cercando di dare, per ognuna di esse, una collocazione reale affinché anche chi non è “malato” di scarpe come il sottoscritto, possa muoversi agevolmente davanti alla propria scarpiera, senza “inciampare”. 🙂

E dal momento che in tempi di crisi è bene indirizzare i propri denari in modo efficiente ed efficace, così come scrissi a suo tempo per le camicie (qui), anche per le scarpe esiste, a mio avviso, una scarpiera “perfetta”, dotata di quel numero minimo di paia, capace di trarci d’impaccio in ogni situazione. Attenzione però ai mesh up! Non vi do garanzia che avere tutti i tipi di scarpe vi renda perfetti in ogni occasione….ancora una volta la parola magica è…buongusto!

Ecco, quindi che vado a presentare la mia lista della spesa:

Oxford

E’ il modello di scarpa da uomo più classica, nota anche con i nomi “balmoral” o “francesina”, prevede sei coppie di occhielli e l’allacciatura chiusa. Ideale per agli appuntamenti formali, sia diurni sia serali, si può abbinare anche a giacche dal taglio sportivo, ma lascerei ad altri modelli questo compito. L’allacciatura “chiusa”, per via delle alette sul collo del piede (dove sono inseriti gli occhielli per le stringhe), rigorosamente cucite sotto la “mascherina” della scarpa, la differenziano dalla derby e la rendono assolutamente la più formale del gruppo. Io la prenderei nera e liscia! Nella mia scarpiera metto “presente”!

Derby 

Presenta pianta larga e allacciatura “aperta”, per via delle alette cucite sopra alla mascherina che consentono un maggior movimento del piede nella parte superiore, rendendo la scarpa più comoda se si ha il “collo” del piede alto. E’ una scarpa più sportiva della oxford (soprattutto se quest’ultima è in versione liscia) e personalmente la preferisco “full brogue”, ossia con i disegni a coda di rondine, che la rendono adatta ad ogni occasione semi-formale o casual. Ideale sarebbe averne una in camoscio marrone ed una in pelle nera o marrone, e così facendo le potremmo usare sia con il classico jeans ma anche con uno “spezzato” giacca/pantalone da ufficio. Non faccio pubblicità ma in questo caso Church’s, Tricker’s o Alden sono un’ottima scelta se il portafogli lo consente. 😉 Pertanto una oxford liscia, più due derby (camoscio e pelle) e siamo a tre paia nell’ipotetico carrello della spesa. 😉

Anche per questo modello, così come per la “oxford” possiamo  distinguere tra la derby liscia

 

Derby liscia

 

oppure con disegni che i puristi chiamano “brogue” o “full brogue” a seconda che i disegni siano a coda di rondine su tutta la scarpa o siano tagliati a metà della punta.

Derby “full” brogue

Derby brogue

Attenzione: la oxford non si differenza da una derby per i disegni (c.d. code di rondine) che può avere o meno, parziali o “full”, ma per il tipo di allacciatura, che nella oxford è chiusa, nella derby aperta, conferendo alla prima un tono più formale. 

 

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Possiamo fermarci qui? No, perché manca ancora l’altro universo delle scarpe maschili…ossia quelle che non si “allacciano”, nate per i momenti più casual della nostra vita. Ecco allora la terza tipologia di scarpa che non deve mancare nella scarpiera.

 

Mocassino

Scarpa casual per eccellenza, comoda, leggera e flessibile. Il mocassino è adatto alle diverse occasioni, dall’aperitivo in città all’utilizzo in barca a vela. Grazie alle sue molteplici varianti (lucido, colorato, scamosciato, ecc..) diventa classico e chic, ed ormai sta sconfinando anche in usi che non sono a lui congeniali, come ad esempio il frac.

Sul modello da preferire, diciamo che dopo qualche anno di dominio incontrastato del mocassino “con il gommino”, oggi si sta prepotentemente affermando “la nappina”. Se non siete amanti del genere, non storcete il naso perché sono sicuro che tra qualche mese acquisterete un paio di mocassini con le “nappine” ….io ve lo sto dicendo in tempi non sospetti!! 🙂 Inutile dire che a me piacciono e ne possiedo due paia, una marrone in cordovan, l’altra in blu di camoscio, e devo dire che sul pantalone stretto (ricordate?) lasciando il collo del piede più scoperto del classico mocassino li preferisco ai classici “college”.

E così, se state tenendo il conto arriviamo a cinque paia di scarpe (una oxford, due derby, due mocassini).

Possiamo ricomprendere nella categoria “mocassino” anche quello lanciato dal buon Lapo ormai due/tre stagioni fa, ossia la”slippers”, la pantofola-mocassino che fa tanto “Naomo” 🙂 e che piace ai più giovani o a coloro che hanno voglia di osare un po’ di più.
C’è chi la indossa così…ma si sa…. lui è lui e noi non siamo…..
Infine, mi sento di ricomprendere nella sezione “mocassino” anche la “Monkstrap”, ossia la versione senza lacci della derby, con chiusura a fibbia singola oppure multipla. Attenzione però, in questo caso i pantaloni più adatti sono quelli stretti, diciamo un fondo 16 o 16,5 che esaltano la sua forma e mettono in evidenza la fibbia. Anche questo modello ha quotazioni in rialzo! Personalmente ne ho solo un paio, in “cordovan” di Brugnoli, fatte a mano, che metto ogni volta che l’abbigliamento lo consenta. E con questo ultimo paio io sono arrivato a sei nella lista della spesa 🙂

23/02/2014

Monkstrap fibia singola

Non ritengo necessarie le “slippers”, ancorchè assolutamente affascinanti, pertanto alle sei paia sopra indicate aggiungiamo solo un bel paio di “sneakers” che una volta si chiamavano scarpe “da ginnastica”, e siamo a posto anche in tutte quelle occasioni assolutamente informali, tipo “partitella” domenicale sul prato, dove una derby o un mocassino sarebbero fuori luogo.

 

Non mi rimane che congedarmi, lasciandovi ad “esplorare” la vostra scarpiera, alla ricerca di quelle emozioni che le scarpe hanno condiviso nella vostra vita. E se è vero che la scarpa esprime il passato, con i suoi segni, il suo logorio, la sua stanchezza, è altrettanto vero che parla inequivocabilmente per noi e, quasi come un biglietto da visita dice chi siamo senza bisogno di tante parole…

Alla prossima e buon cammino! 

Aboutaman