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Pitti people’s

The week just ended was one of the most active of the Italian fashion. From June 17 to 20 is, in fact carried out the 86th edition of Pitti Immagine Uomo, and with it the city of Florence has become the protagonist of style and fashion for men.

Photo sets, more or less improvised were set up for “shooting” models, bloggers and people more or less famous and the air we breathed was one of the great occasions.

Arrived at the Fortezza da Basso, home of the now historic Pitti Immagine, I immediately immersed in the subliminal world that surrounds the event and I could not resist photographing even some wacky outfits, however, in particular, appeared to me not out of tune but just folklore.

I leave you some pictures we made during the event.

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La settimana appena conclusa è stata una delle più attive nel panorama dalla moda italiana. Dal 17 al 20 giugno si è infatti svolta l’86° edizione del Pitti Immagine Uomo, e con lei la città di Firenze è diventata protagonista dello stile e della moda maschile.

Set fotografici più o meno improvvisati sono stati allestiti per “shooting” di modelli, blogger e personaggi più o meno famosi e l’aria che si respirava era quella delle grandi occasioni. 

Arrivato a Fortezza da Basso, sede ormai storica del Pitti Immagine, mi sono subito immerso nel subliminale mondo che avvolge la manifestazione e non ho resistito a fotografare anche qualche stravagante outfit che, tuttavia, nello specifico, non mi è apparsa stonata ma semplicemente folkloristica.

Vi lascio qualche scatto che abbiamo fatto durante l’evento.

Alla prossima!

Aboutaman

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Mr Raro of Mararo

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Mr Lino Ieluzzi

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Mr Sartoriomerta

IMG_5714 (Copia in conflitto di PC-acer-5535 2014-06-22)

Mr Mariano Di Vaio

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Vittorio D’Agostino e Gerardo Cavaliere of Sartoria Giuliva e Mr Samuel Nardi (in the middle)

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Mr Fabio Attanasio

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Mr Valentino Ricci of Sciamàt

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Mr Gennaro Annunziata

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Mr Louis Nicolas Darbon

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 Ph credits: Fabrizio D’Orazi

Walking in Florence…Pitti Uomo 2014

Cari readers,

come accennato nei precedenti articoli, ho avuto la fortuna ed il piacere di partecipare all’ultima edizione del Pitti Uomo. Nei prossimi giorni scriverò al riguardo, ma pregustando l’attesa, come è giusto che sia, vi lascio alcuni scatti che abbiamo fatto prima di andare alla vera e propria manifestazione, pensando che non si poteva celare la bellezza di una città come Firenze, sintesi perfetta di cultura, storia e fascino…

Sono stati giorni intensi e stancanti, ma spero, guardando le foto, che ne sia valsa la pena… 🙂

Alla prossima!

Aboutaman

Wearing: Jacket: Lardini linen/cotton/Trousers: Henry cotton’s /Shirt: Erreffe Roma/Tie: Barba Napoli/Loafer: Church’s  /Sunglasses: Rayban wayfarer ice pop /Bag: Filofax/Pocket square: Barba Napoli/Watch: Omega seamaster vintage

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Wedding time! What to wear for…

Sarà capitato a tutti di essere invitati ad un matrimonio di qualche amico o parente ed esclamare “come mi vesto?” Ora senza fare parodie a noti programmi televisivi che, forse, esasperando la realtà, ce la rendono più vera, vorrei cercare di capire quale sia l’abito più appropriato per tali occasioni.  Eleganti e non “invasivi” è la prima regola che si sostanzia nel non “sovrastare” od “offuscare” lo sposo. Lui, poverino già deve vedersi tutto il giorno riflesso nel bagliore della sposa, unica vera protagonista della giornata, se poi trova anche un invitato vestito “meglio” di lui sentirà veramente di aver sbagliato tutto! Non di sposarsi eh…parlavo di abito! 🙂  photo outdoor_wedding001.jpg Quindi non essendo protagonisti, parola d’ordine è lasciare il segno senza esagerare! Che le donne vi guardino, se ben vestiti è cosa risaputa, ma non è a loro che dovete puntare per avere conferma di essere “ok”. E’ solo quando un uomo vi guarda, che probabilmente il vostro look ha fatto centro….o l’avete fatto voi….ma questi sono altri discorsi… 😉 Seconda regola non scritta riguarda un aspetto ovvio, ma spesso trascurato….ossia la partecipazione. Da questi “cartoncini” possiamo già capire molto dal tono che gli sposi vogliono dare al loro giorno più importante. Glamour, ricercato, semplice, colorato sono tratti distintivi che non vanno mai trascurati per capire cosa è meglio indossare. Inoltre, grazie alla partecipazione siamo in grado di “geo-localizzare” l’evento e, quindi giocare d’anticipo 😉 At least but not last, oltre all’ormai immancabile (e triste) Iban bancario, necessario a ricordare che il tutto non è gratis, a volte si possono trovare nella partecipazione anche possibili indicazioni sul dress code richiesto ed in questi casi la via prende la discesa, in quanto basterà seguire le indicazioni. 😉 Sobrietà, stile e sicurezza sono i tre aggettivi che dovrebbero accompagnarci nella scelta dell’outfit. photo 333_1destination_wedding_photography_paris_20018.jpg Se il matrimonio è di giorno, non ci sono dei divieti assoluti, se non seguire la stella del buon gusto. Adeguato è il “tight” o il mezzo “tight”, ma solo se lo sposo è a sua volta così vestito e siamo parenti stretti o testimoni.images (2)Altrimenti un abito tre pezzi, o al limite a due, andrà bene. Ma quale abito? Beh, se ognuno di noi ha un impronta digitale diversa perché non deve avere anche un abito unico? Qui entra in gioco un discorso a me molto caro…non dobbiamo vestirci a festa, ma dobbiamo “partecipare” ad una festa ed omaggiare la felicità che gli sposi hanno deciso di condividere con noi…seguiamo sempre il nostro stile personale senza cadere negli eccessi e saremo sicuri di non sbagliare. Le forzature si vedono lontane un miglio e lo zio che ha una fattoria in campagna, stretto in un improbabile nodo della cravatta e dentro un abito di due taglie più grandi avrà altre qualità ma si vede che non naviga nel suo ambiente naturale ed appena potrà scioglierà quel nodo e sbottonerà quella giacca così lontana dal suo mondo. L’obiettivo dovrebbe essere sempre quello di essere naturali nei propri abiti, a proprio agio, e non solo in quelli, ma anche nei dialoghi e nelle buone maniere. Questo farà sempre la differenza tra un uomo elegante ed un gentiluomo. Il percorso è lungo e c’è sempre da imparare, ve lo garantisco per esperienza personale 😉 Fa quasi rima 🙂  photo FOTO1_072.jpg  photo what-to-wear-for-spring-10.jpg 2011-09-18 17.43.44 (2) Infine è sempre utile ricordare che gli accessori fanno la differenza ed “adornano” anche un semplice completo blu o grigio. Se è vero che la donna è la regina dell’accessorio, calze scure (lunghe!), gemelli ai polsini, cravatta ben annodata e “pocket square” completeranno il vostro outfit da veri gentlemen e non vi faranno mai “sfigurare”. Per la sera dobbiamo solamente ricordare che il “tight” o mezzo “tight” sono banditi dopo le 18 ed i colori, al calar del sole si fanno più scuri. Direi no al gessato e sempre si alla camicia bianca, con polsino “a gemello”. magnus-omme-blog-photography-sydney-wedding-cufflinks

Per il resto, se il matrimonio non è il vostro…godete finché potete! 😉

Alla prossima 😉

 

Aboutaman

Assigning seats at the table

La primavera è la stagione che per molti versi amo di più. E con lei, insieme al clima mite ed alle giornate più lunghe tornano anche gli inviti, e le cerimonie in genere, che spaziano dalla comunione della cuginetta, al matrimonio dell’ultimo amico rimasto scapolo (te l’avevo detto che prima o poi… 🙂 ) o più semplicemente alla prima cena con gli amici sulla terrazza del nostro nuovo attico! Non avete la terrazza e neanche l’attico? Non ci credo.. 😉

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E così, a volte invitati, altre organizzatori ci si ritrova a porsi le solite domande su quali siano i comportamenti e le regole da tenere per essere dei perfetti padroni di casa o, a seconda dei ruoli, degli invitati modello! In questo secondo caso basterà farci guidare, nella speranza che chi invita sia informato sulle regole del bon ton e sui modi dell’accoglienza, appuntandoci, in caso contrario tutte le cadute di stile, per farne tesoro quando saremo noi sulla graticola del giudizio altrui.

Non si tratta di dogmi rigidi ed imprescindibili ma di semplici regole pratiche che però, se non seguite, rischiano di creare situazioni imbarazzanti, e nel minore dei casi di lasciare che piccoli gruppetti di commensali la facciamo da padroni a tavola, relegando i meno “introdotti” della compagnia a finte risate di compiacimento, rifugiandosi subito dopo nel proprio smartphone in cerca di supporto psicologico.

Assunto iniziale è che la riuscita di una colazione o di un pranzo non dipenda solo dalla bontà della cucina ma soprattutto dagli ospiti che inviteremo.

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Compito primario dei padroni di casa sarà quello di estendere inviti a persone tra loro compatibili (sopportabili per capirci 😉 ) accertandosi che tra loro non esistano inimicizie. Anche se in questa fase potrebbe venirci in aiuto il tanto odiato ed amato Facebook, ricorrere ai vecchi ed antichi metodi della telefonata o del passaparola mi sembra più appropriato. La scelta di chi invitare è fondamentale tanto quanto la disposizione degli ospiti a tavola, perché è dalla capacità di mescolare bene le carte (gli invitati) che si riconosce un bravo giocatore 😉

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Una volta deciso chi è dentro e chi è fuori (un pò alla Briatore 🙂 ) un ottimo padrone di casa avrà il compito di preoccuparsi di “chi siede dove”. Titoli nobiliari, primogeniture, parentele, anzianità , capelli canuti, cariche militari e religiose duellano e si scontrano per un solo obiettivo, il diritto di precedenza per la conquista del posto d’onore su un campo di battaglia appetibile ed appetitoso: la tavola!

images (7)Un posto sbagliato può compromettere anche l’intero evento e le vostre fatiche, per la buona riuscita potrebbero risultare vane ed ingloriose. Con l’assegnazione dei posti si eviteranno domande imbarazzanti della serie: “ma dove mi devo sedere” oppure “posso sedermi ad un altro posto”. Si eviterà tutto questo con poche parole: “il tuo posto è questo”. Ed anche se il vostro vicino avrà un alito insopportabile, o è noioso e pesante come l’uranio impoverito, vi toccherà stare al vostro posto, soffrendo in certosino silenzio. Mai per nessun motivo si dovrà reclamare un posto differente poiché sconvolgereste l’assetto deciso dai padroni di casa e le regole di galateo che sono state applicate per la formazione della tavola.

E veniamo alle regole che a prima lettura possono sembrare difficili, noiose e fuori moda, ma che se seguite ci porteranno sicuri e vincenti alla meta, come un treno sul binario!

download (3)Anche se non ne ho la paternità, cerchiamo di dare qualche punto elenco:

  1. I padroni di casa siedono a capotavola. L’uomo darà le spalle alla porta. La donna, in mancanza di personale di servizio, siederà al posto più vicino alla cucina.
  2. La padrona di casa avrà alla sua destra l’ospite maschio di riguardo ed alla sinistra il secondo uomo per importanza.
  3. Il padrone di casa avrà alla sua destra l’ospite donna più importante ed alla sua sinistra la seconda donna per importanza.
  4. Se il/la padrone/a di casa sono celibi, all’altro capo siederà la persona di sesso opposto che si intende onorare.
  5. Alternanza dei sessi a tavola, (uomo-donna-uomo- donna). Allontanare le coppie e non farle sedere una di fronte all’altra. Se gli invitati non sono in numero pari o c’è disparità con preponderanza ad esempio di uomini, evitiamo che si creino dei gruppi di “lavoro” o “politica” o “sport”, cerchiamo di assegnare i posti in modo che la conversazione non si fossilizzi su un solo argomento che potrebbe interessare molti, ma non a tutti.
  6. L’importanza dell’ospite può essere dettata da diverse motivazioni, ma a parità di condizioni e rango sociale prevale la regola dell’anzianità.
  7. Non fare sedere vicino persone che non hanno simpatia tra di loro (l’invito potrebbe trasformarsi in una serata senza fine) e se c’è uno straniero fatelo sedere accanto a qualcuno che parli la sua lingua; evitate di far sedere accanto persone che si conoscono già da tempo poiché finirebbero per dialogare tra di loro tutto il tempo, quindi allontanate amici intimi ed eventuali colleghi di lavoro.
  8. Se c’e’ un cardinale, un vescovo, o un appartenente al clero, occuperà il posto d’onore alla destra della padrona di casa; entrerà per primo nella sala da pranzo a fianco della padrona di casa, verrà servito prima delle signore presenti.

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10 commensali

Se avete un tavolo che ve lo consenta vale sempre la regola che i padroni di casa si siederanno a capotavola. La padrona di casa, in mancanza di camerieri, al lato più vicino alla cucina.

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In questo caso solo uno dei padroni di casa siederà a capotavola. La tradizione anglosassone assegna tale onore all’uomo, quella latina alla donna. Di fronte al padrone di casa siederà l’ospite di maggior riguardo dello stesso sesso che a sua volta avrà alla sua sinistra l’altro padrone di casa.

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Una volta assegnati i posti le signore possono accomodarsi subito mentre è fondamentale che i signori attendano che si sia seduta la padrona di casa. Inoltre compito dei padroni di casa è sempre quello di moderare la conversazione, chiudendo eventuali dialoghi troppo personali e lanciandone di nuovi in caso di imbarazzanti silenzi.

Consiglio per le signore: via le borse della tavola! Sarà compito della padrona di casa indicare un luogo dove poterle lasciare.

Consiglio per tutti: i cellulari lasciamoli in modalità silence nella giacca o nella borsa, poiché non c’è cosa peggiore a tavola che disturbare gli altri con telefonate e messaggini vari. E poi a dispetto del nome, se per un’oretta non saremo “social”  forse potremo fare due chiacchiere reali in un mondo ormai così “virtuale” 😉

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Dimenticavo…i segnaposti sono da usare obbligatoriamente solo nel caso in cui i commensali siano più di dieci. Sul segnaposto vanno indicati nomi, cognomi e gli eventuali titoli solo nel caso in cui si tratti di una cena formale, altrimenti basta il nome, ma mi raccomando, scrivetelo a penna non al pc! La disposizione dei posti segue regole tanto più precise quanto più formale è l’occasione. Negli altri casi l’assegnazione del posto viene fatta a l momento dalla padrona di casa.

Infine non dimentichiamo che la tavola non è solo cibo ma soprattutto persone, per cui è importante creare le giuste condizioni per il successo dell’evento, tanto nella fase degli inviti che in quella degli “accoppiamenti” tra commensali 😉

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Prossimamente parleremo anche di come apparecchiare la tavola ed usare correttamente la posata a nostra disposizione.

Stay hungry!

Aboutaman

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Brand new…

Here brand new arrivals: Blazer by Cantarelli, coated half linen (50% linen, 50% cotton), blue suspenders by Visor Jr. and  bespoke “pochette” printed of pure cotton. How would you mix them?

Ecco gli ultimi arrivi: Blazer di Cantarelli, per metà in lino (50% lino, 50% cotone), bretelle blu di Visor Jr e “pochette” fatta dal mio camiciaio in puro cotone. Con cosa vi piacerebbe abbinarli?

Stay “Bespoke”

Aboutaman

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