Walking through the roman aqueduct

Il contrasto tra il blu del cielo ed il verde del prato mi ha quasi obbligato a scattare qualche foto durante l’ora del pranzo…indosso la mia nuova giacca di Lardini in doppio petto cotone e lino, assolutamente appropriata per i 20° che segna il termometro. Le scarpe di Dama sono una provocazione con il verde intenso che si confonde nel prato ma mi sono piaciute abbinate alla cravatta in maglina di Gallo, che fa tanto estate…

Il problema è stato rientrare in ufficio 😉

Spero l’outfit vi piaccia ma è soprattutto la location che mi è sembrata particolarmente invogliante…

A presto!

Aboutaman

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Social power…avatar o realtà? – parte 1 –

Chi non vorrebbe essere una persona interessante, magnetica, di successo? In molti ci credono, in pochi lo sono realmente. Il concetto oggi sembra spostarsi da un lato prettamente caratteriale e reale ad un aspetto squisitamente “social” e virtuale. Si assiste sempre più ad uno sdoppiamento delle due personalità, una rappresentata dalla vita “vera”, l’altra dal profilo sui “social media” e, di conseguenza, dalla credibilità che abbiamo nella rete.

Limitandoci a questo secondo aspetto, essere “socialmente interessanti”, porta con se uno stuolo di “followers” che seguono ogni mossa del personaggio mediatico, rendendolo di fatto dotato di “social power”, e quindi capace di influenzare le masse, determinandone gusti, scelte, e soprattutto comportamenti legati ai consumi. Il nuovo potere è nelle loro mani! E come sempre il potere rappresenta la quintessenza dell’uomo/donna di successo, dal momento che nella gerarchia dei desideri viene messo spesso prima del “Dio” denaro, che diventa, per conseguenza, corollario del primo.

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Tuttavia, ritengo che per acquisire il “social power” bisogna andare a scuola nella vita reale perché, non dimentichiamolo…prima di tutto siamo persone e solo dopo, forse…personaggi.. 🙂

Pertanto mi sono divertito ad individuare alcuni punti su cui lavorare, per tirare fuori il lato più “interessante” di ciascuno, così da porre le basi anche per il successo “mediatico”. Come vedrete, spesso si tratta semplicemente di usare le c.d. “buone maniere” che oggi sembrano essere dimenticate un po’ da tutti.

Curiosi? No? A posto così allora 🙂 …se invece lo siete dovrete aspettare, se lo vorrete, il prossimo articolo 😉

A presto!

Aboutaman

“Assoluto” sunglasses… made in Italy low price

L’altro giorno, essendo arrivato in anticipo ad un appuntamento, sono entrato in un negozio di ottica ed ho fatto un simpatico “incontro”. Si tratta di un paio di occhiali dal brand a me sconosciuto fino ad oggi, di nome “Assoluto”, principalmente orientato alla modelleria femminile; tuttavia ne ho trovati un paio della linea “my way” che richiamano i “wayfarer” della Rayban, e quindi del tutto unisex a mio avviso.

Sono interamente fatti in Italia, e molto piacevoli al tatto, quasi gommosi. La vestibilità è ottima e la lente molto riposante, ambrata e leggermente “mirror”.

Il prezzo? Farebbe sbiancare anche un venditore ambulante! Se vi interessa contattatemi in privato e vi darò ulteriori dettagli.

Nei prossimi outfit li vedrete indossati 🙂

Buona giornata…di sole!

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Happyness is simplicity!

Mattinata al parco con passeggiata, colazione e tanto sole..a volte basta poco per essere felici! 😉

Morning at the park with a walk, breakfast and lots of sun … sometimes it takes very little to be happy! 😉

What else??

Aspetto i vostri commenti 😉

Waiting for your comments 😉

Happy monday!

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Follow the fashion and (or) dress well

Seguire la moda o vestire bene? A volte si confondono questi due concetti fino al punto da considerare commutativa la loro interazione.

Seguire le mode, a volte può sfociare in una vera e propria malattia chiamata, “sindrome da shopping compulsivo”. Non credo di sbagliare dicendo che questa malattia è figlia dei nostri tempi, ed è quotidianamente alimentata dal marketing e dai media che ci impongono sempre nuovi modelli di riferimento. E’ chiaro ovviamente che, dietro l’ossessione compulsiva all’acquisto si nascondono spesso dei problemi psicologi che trascendono dal concetto puro di cui stiamo parlando, però dobbiamo aver presente che questo potrebbe essere l’estremo punto di arrivo quando si cade nella frenesia e nell’insicurezza personale.

Vestire bene, invece, non ha controindicazioni, e già questo pone i due concetti su piani completamente differenti.

Ma come si fa nella pratica a non confondere il “seguire la moda” con il “vestire bene”. E’ una distinzione di non poco conto che richiede una cultura ed un’autostima decisamente “forti”; tuttavia una volta fatta “nostra” ci permetterà di dimenarci nella ragnatela delle sollecitazioni che la moda ci propone, aiutandoci a prenderne solo i lati positivi, senza viverla come una sorta di “rigido dettame”. Molte tendenze nascono, infatti dal nulla, ed è sufficiente che a lanciarle sia un attore o cantante, per renderle “virali” ed immediatamente desiderabili, fino a diventare un must have, con conseguente “strisciata” della carta di credito. Ma cos’è un must have ? Per rispondere ci basta fare una passeggiata per le vie del centro. Quante ragazze più o meno cresciute indossano un “hot pants”? Ormai sono praticamente presenti su ogni bacino femminile che si rispetti…ma è vero il contrario? Cioè l’hot pants è contento di stare su tutti i bacini?  Forse risponderebbe di no, se venisse interpellato, ma se il capo diventa, appunto, un “must have” non c’è scampo! Può capitare che il cieco desiderio abbia la meglio sulla blanda ragione e così…

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Ok

Meno ok

Meno ok 😉

Nel mondo maschile le cose non vanno meglio, anzi ormai vi è la radicata tendenza a portare gli abiti di una taglia in meno ma, direte voi, che c’è di male? Nulla, tranne quando si viene puntati da qualche bottone in partenza!! Sopra certe camicie dovrebbero scrivere: vietato sedersi! Idem accade anche per i pantaloni, con l’ormai consacrata tendenza a stringerli fino a mettere a repentaglio la propria capacità riproduttiva!

Ma cos’è che crea la moda? La risposta è complessa ma, forse, si potrebbe sintetizzare con un sostantivo: desiderio. In tal modo introduciamo un altro elemento che, a mio avviso andrebbe tenuto in considerazione quando si decide di “seguire una moda”. Infatti vi è di fondo una necessità di omologarsi, di sentirsi parte di un mondo non proprio, e vestendo in un certo modo, si pensa di poter essere come non si è. Rileggendo quest’ultima frase dovrebbe apparire chiara la contraddizione, ossia cercare di assomigliare a qualcuno per avere la stima e l’ammirazione altrui. Giorni fa, parlando con alcuni amici ragionavamo su chi, dignitosamente, tutte le mattine prende un treno, o un mezzo pubblico per andare a lavorare. In questi casi, come facciamo ad immaginare un outfit da “cartellone pubblicitario”? Ad esempio ho notato che sta tornando di moda la mantella da uomo e già nelle riviste specializzate ed in molte passerelle delle recenti fashion week si sono visti uomini indossarle disinvoltamente. Se volessi indossare la mantella in questione potrei continuare a prendere il treno? Quante chance avrebbe la mia mantella di sopravvivere al tragitto?

Tutto questo per dire, va bene, l’offerta è molto ampia e le sollecitazioni sempre più spinte, ma credo che per essere veramente “alla moda” dobbiamo sentirci bene nei “nostri” abiti, scegliendoli non solo perché indossati da altri, ma perché rappresentano realmente il nostro “io”. Ritengo, infatti che siamo vestiti bene tutte le volte che l’abito parla per noi come un’immagine riflessa di ciò che siamo, e se così facendo ci diranno che non siamo “trendy”, possiamo sempre rispondere che le mode passano, il buon gusto, resta!

Aboutaman