Il vocabolario della giacca

Cari lettori,

alcuni di voi mi scrivono chiedendo consigli su abbinamenti per eventi e cerimonie, altri su dove trovare accessori e capi di abbigliamento, ma quasi sempre noto che c’è molta confusione sul significato di alcuni termini usati in sartoria.

Dire che una giacca ha una manica “a mappina” oppure ha il “cran” a 5 centrimetri dalla spalla cosa vi fa venire in mente? La scena sembra tanto quella dell’interrogazione di storia alle medie…il vuoto! (more…)

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Abito intelato o adesivato?

Cari lettori,

aprendo l’immaginario vocabolario della sartoria quest’oggi ci troviamo davanti un argomento “tecnico”, dal significato molto “nebuloso”, che per questo richiede un po’ più di attenzione nella lettura rispetto al solito…

Pertanto, se non siete abbastanza concentrati e curiosi….chiudete qui! (more…)

Fumagalli 1891…una storia lunga due secoli…

Nell’ultima edizione del Pitti Uomo, ho avuto l’ocasione ed il piacere di conoscere il sig. Guido Delli Fiori. A molti questo nome non dirà nulla, ma se vi dico cravatte Fumagalli? A me viene in mente una bella una realtà meneghina che incarna fin dal 1891 l’esatta trasposizione dell’italia che produce e realizza con passione vere e proprie opere d’arte.
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Storia
La tessitura Fumagalli & Pianca inizia la propria attività in Milano, nel 1891, sotto la guida di Germano Fumagalli. Nella Milano industriosa della Belle Epoque, Attilio Fumagalli, guidato dalla volontà di creare un prodotto di alto livello e forte della tradizione tessile familiare, avvia la produzione di cravatte in garza e vestaglie in seta. Si narra che alla fine dell’800 si andasse nella vecchia sede di via Sirtori a farsi fare una cravatta di garza Fumagalli. Scegliendola dall’archivio, potevi vederla tessere all’interno del Palazzo, attendendo che scendesse dal telaio e ammirarne la cucitura a mano.
Negli anni 30 il mondo della moda viene rivoluzionato dal cinema e dall’uso dell’automobile. Tutto diventa piu’ veloce e dinamico. La nuova tendenza è inamidare i colletti delle camicie e impreziosirle con un bel papillon, ovviamente Fumagalli. Viene ampliata la fabbrica.
La continua sperimentazione porta alla creazione, nel 1947, di un brevetto davvero speciale: colori più vivaci, disegni ben delineati e grande morbidezza. Alberto e Mario Fumagalli depositano il metodo per stampare il morbido twill di seta sostituendolo al più comune “crepe de chine”.
Venendo ad epoche più recenti, nel 1981 Paolo Fumagalli, nipote di Attilio, il fondatore, trova in Guido Delli Fiori, che proviene da una tradizione sartoriale, il partner ideale per affrontare le nuove sfide imposte dal mercato ed ampliare la distribuzione internazionale. La sede è trasferita a Como.
7Nel 2011 viene celebrato l’anniversario dei 120 anni di storia, tutti alla costante ricerca di  innovazione, sartorialità ed artigianalità, caratteristiche del made in Italy firmato Fumagalli, qualità a cui Roberto Delli Fiori non riesce proprio a rinunciare. Designato erede, figlio di Guido, reincarna e tramanda gli antichi valori del fondatore Attilio Fumagalli.
Al Pitti, parlando con il signor Guido è trapelata tutta la passione di un uomo che ha fatto della sua azienda una ragione di vita, tramandando al figlio la stessa passione per il bello e la ricercatezza che le cravatte Fumagalli incarnano a prima vista.
Alla prossima.
Aboutaman
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