gentleman

Foglie e quadri…l’autunno è servito

Cari readers,

in questo periodo tra l’influenza e gli operai in casa il tempo per scrivere è stato poco…nonostante ciò ho deciso di regalarmi qualche scatto in questo l’autunno caratterizzato da colori e profumi che non passano inosservati. E allora ho pensato che l’abbinata perfetta tra un cielo plumbeo e le foglie caduche non poteva che essere il mio nuovo completo di “suite supply” che è stato per così dire made to measure grazie alle sapienti mani della mia sarta. L’abito è stato infatti aperto completamente e modellato su di me, diventando, se non proprio  bespoke, qualcosa di molto simile. Il fondo dei pantaloni è stato “lasciato” a 16,5 centimetri e la manica della giacca chiude a 13,5. Gli spacchi laterali posteriori sono di 24 centimetri ed il rever è di 9. L’abito è stato poi stirato a due bottoni, pur essendo di nascita un tre . Asole funzionali e bottoni in corno completano il lavoro.

Inoltre ho pensato che, essendo l’abito abbastanza “vistoso” nei colori e nella trama, andasse “mitigato” con mocassini dalla linea semplice, cravatta a contrasto ton sur ton, bretelle e qualche accessorio dal sapore autunnale.

Spero l’effetto finale vi piaccia!

Alla prossima…

Aboutaman

Wearing: suitesupply suite// doucal's loafer// fellini tie//erreffe shirt// henry cotton's coat// rolex vintage watch// rayban sunglasses

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John Lobb…fiercely expensive

Acquistata dal Gruppo Hermès nel 1976, la Maison JohnLobb ha il suo atelier in Rue Du Faubourg Saint-Antoine a Parigi. Dopo l’acquisto si iniziò il pronto in taglia in Inghilterra, lasciando il solo “bespoke” nella capitale francese. Come per un abito di sartoria, anche per le scarpe sono necessarie cinquanta ore lavorative per la produzione, che salgono a settanta per uno stivale complesso. Tutti i modelli passano nelle mani di esperti artigiani per realizzare modelli unici nel loro genere per soddisfare i sogni dei loro clienti.

images (1)Il fondatore, John Lobb, nacque nel 1829 a Tywardreath in Cornovaglia da una famiglia di umili origini. Nel 1863 ricevette il Royal Warrant, divenendo il fornitore ufficiale di calzature del principe Edoardo. L’azienda conserva ancora questa onorificenza vestendo la regina Elisabetta, il duca di Edimburgo e il principe di Galles. Il negozio, aperto nel 1849 in St. James Street, divenne in poco tempo luogo di incontro di attori teatrali, cantanti d’opera, politici, scrittori e uomini d’affari (tra cui Ernico Caruso, Bernard Oppenhaimer, Guglielmo Marconi e Joseph Pulitzer).

I metodi tradizionali del suo artigianato le hanno fatto acquisire nel tempo un ricco patrimonio, che tuttora conserva. Ora è accessibile a un pubblico internazionale più grande: la compagnia mantiene la tradizione di produrre a mano scarpe su ordinazione e su misura a Parigi, conservando così le sue origini, mentre produce scarpe pronte da indossare (non su misura) per la maggioranza dei compratori.

Tutto è fatto a mano e guai a parlare di lavorazione goodyear!: da john lobb anche le suole sono cucite a mano, senza l’ausilio di macchinari. L’età degli artigiani varia dai 20 ai 60 anni.

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Il vasto ventaglio di pellami fa sì che il cliente possa sbizzarrirsi nella scelta del cuoio, che sia esso pelli bovine o camosci, strettamente selezionati, o altri tipi di pelli più esotiche, come il coccodrillo. Anche i colori variano secondo le scelte personali del cliente: per le scarpe di cuoio classico si opta per colori più per i grandi classici, quali il “Deep Blue”, un blu molto scuro che tende verso il nero,il “Gold”, un marrone molto brillante, e il nero classico. Per coloro che scelgono invece le pelli esotiche, si possono realizzare scarpe con colori più eccentrici, come il verde o il giallo.

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Sebbene non mi piace parlare di prezzi, mi scuso per la mancanza di eleganza ma, in questo caso è quasi dovuta. Infatti, la cifra (iniziale :-)) per un paio di scarpe “Made to Measure” è di circa 4.000 euro.

Alla prossima!

Aboutaman

Ph. credit: thebespokedudes

 

Monday’s outfit…back to tie

Dear readers,

today I have the pleasure to show you some pictures of my outfit, before wearing. As you can see there is an helmet with unusual colors for my current motorbike…in fact there is a good news in my garage, but I don’t reveal anything…I’ll show you soon!

Stay bespoke!

Aboutaman


Cari readers,

vorrei mostrarvi qualche foto del mio odierno outfit, prima di essere indossato. Come noterete è presente un casco con colori insoliti per il mio attuale due ruote…infatti c’è una bella novità nel mio garage, ma non voglio anticipare nulla…lo vedrete presto!

Stay bespoke!

Aboutaman

//Teichner tailored jacket//Erreffe “bespoke” shirt//Visor tie//HelmoMilano helmet//”8″ bag//H&M travelbag

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Tra noi e la pioggia…Francesco Maglia

Cari readers,

l’autunno di avvicina e torna, inevitabilmente alla mente un accessorio che, a seconda degli eventi climatici può fare la differenza tra una bella ed una brutta giornata…sto parlando dell’ombrello 🙂 Ovviamente non voglio spiegarvi a cosa serve, eppure in pochi sapranno che l’ombrello, come dice la parola stessa (ombra) nasce non tanto per proteggersi dalla pioggia, quanto dal sole. Infatti la storia narra che nel 1176 il doge di Venezia chiese al papa Alessandro III il permesso di apparire in pubblico protetto da un ombrello appositamente creato. Verso la fine del Settecento in Francia, il parasole era già diventato un oggetto di uso comune, ma solo nell’Ottocento, fino ai primi anni del Novecento il parasole raggiunse in Francia e in Italia una grande fortuna. Molti dipinti dell`epoca ritraggono donne e ragazze con il loro ombrellino, il grazioso accessorio che sottolineava l`eleganza dell`abito. Tale usanza, oggi resiste solamente in oriente, mentre in Occidente, l`ombrello viene esclusivamente usato quando piove.

Francesco Maglia ombrelli

Francesco_Maglia_Umbrella_Finaest_2Parlando di ombrelli, uno dei simboli dell’Italia che porta alto nel mondo il “made in Italy”, ha la faccia di un bambino arguto nonostante i 195 centimetri di altezza e i capelli bianchi…il suo nome è Francesco Maglia, ed è l’ultimo ombrellaio artigiano d’Italia, il quinto Francesco che dopo 160 anni, insieme al fratello Giorgio, fa ancora gli ombrelli nell’azienda di famiglia, a Milano.

Storia: L’avo Francesco Maglia iniziò l’attività quale apprendista ombrellaio nel 1850 in una fabbrica di ombrelli a Montechiari (BS) all’età di 14 anni.L’origine della Famiglia è della Valganna, il nonno ed il padre del fondatore erano carbonai e taglialegna.Nel 1854, all’età di 18 anni, Francesco Maglia entrò come socio in una piccola fabbrica di ombrelli a Verolanuova (BS), successivamente trasferitosi a Pavia avviò l’attività in conto proprio.mNel 1876 la ditta si trasferì a Milano in Corso Genova 7, dove è rimasta fino al 2003, anno in cui si trasferisce in via Ripamonti 194. I Maglia hanno sempre fabbricato ombrelli e cappelli di paglia, la lavorazione dei cappelli è cessata nel 1923.

Il segreto di questa tradizione sta nei materiali, poiché per creare un ombrello tutto a mano si parte dal bastone da passeggio, rigorosamente intero, e sono necessari 70 passaggi che iniziano scegliendo bene il legno tra malacca, frassino, olivo, castagno con e senza buccia, nodoso bambù e nocciolo. Successivamente vengono fissate due molle, una doppia noce in alto e una “canola”. A questi pezzi si uniscono  8 /10 “balene” o stecche in acciaio, quindi si passa al tessuto, che ormai non è più seta, ma poliestere più cotone, che viene tessuto a mano.

Hunting-collectionLa copertura può essere a pois, regimental, tinta unita, righe, principe di Galles e jacquard, mai stampati. Ultima fase, la scelta dell’impugnatura, applicata sul bastone: pelli pregiate cucite a mano, in colori diversi, ma anche corna, parte di palchi di cervo e montone, radici contorte ad arte dalla natura e perfino esotici denti di facocero. Tutto termina con la stiratura a vapore, a ombrello aperto.

Ogni fase della produzione è compiuta presso la sede Maglia “vecchia Milano” in via Ripamonti  dove, attraverso una raffinata esecuzione, si crea l’ombrello su misura. Ogni anno ne vengono prodotti “solamente” 15mila lunghi e 5mila telescopici, di cui il 90 per cento è destinato all’estero, su ordinazione di  negozi leggendari come James Smith & Sons umbrellas di Londra, di noti department store in America e Giappone  e  di grandi firme dello stile. Per l’Italia poche sartorie e boutique hanno la fortuna di commercializzare questi veri e propri “manufatti” che, aggiungerei, è quasi un peccato vedere bagnati con la pioggia 🙂

Alla prossima

Aboutaman

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Scampoli d’estate…

Cari readers,

il calendario dice che l’estate ha i giorni contati, nonostante le temperature ancora invoglino a colori dal sapore tipicamente estivo. Settembre è da sempre il mese della ripresa degli impegni lavorativi o scolastici e così, anche gli outfits necessariamente si adeguano, sostituendosi a quelli vacanzieri, più spensierati e colorati.

IMG_0456Vi propongo il mio ultimo abbinamento “spezzato”, che “pesca” direttamente nell’estate in fatto di colori e tessuti. Ho scelto un pantalone panna ed una giacca “tailored” in puro cotone con effetto leggermente invecchiato, di colore marrone. Completano l’outfit camicia pied de poule bianca e celeste, papillon fantasia marrone in pura seta e cinta in camoscio color aragosta, abbinata ad un paio di mocassini fatti a mano. Gli occhiali sono i Rayban cytrus dalle lenti molto riposanti 😉

Spero che l’effetto finale vi piaccia!

Alla prossima!

Aboutaman

Dettagli giacca: Due bottoni con revers da 8 cm, spacchi posteriori alti 24 cm e fondo manica a 13,50 cm, 4 asole funzionali per lato.

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Dettagli:

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//Soufino Roncacè jacket //Incotex pants // Santoni shoes //Eredi Pisanò belt //Vintage bowtie //Erreffe camicie //Rayban sunglasses //8 bag